Cinema Politica Roma

Il cinema e la politica hanno da sempre avuto un rapporto molto stretto. Pensiamo ad esempio alle epoche storiche rette dai regimi totalitari ove era proprio il cinema il canale di comunicazione più utilizzato nel tentativo di propagandare il messaggio politico. Intorno agli anni venti, i regimi comunisti prima e fascisti poi, soprattutto con l’avvento del sonoro, compresero la potenza del cinema e la possibilità di poter catturare un vasto pubblico utilizzando le immagini ed, in particolare modo, il montaggio.

Ovviamente il cinema oggi non viene più utilizzato a scopo propagandistico ma è fuor di dubbio che l’immagine visiva sia ancora oggi uno strumento necessario in ogni ambito che abbia bisogno di “lanciare” messaggi. Pensiamo ai video motivazionali dei grandi gruppi aziendali, alle pubblicità, ai social network basati esclusivamente su elementi video e fotografici (Facebook, Instagram, Pinterest etc).

Il rapporto tra politica e cinema è dunque cambiato con l’evoluzione delle fasi storiche e si è passati dal cinema di propaganda a quello “impegnato”, laddove per impegnato si intende la volontà di un regista di indagare, analizzare, esporre tematiche attraverso un punto di vista che pretende di essere oggettivo.

Se a livello internazionale tra i registi che utilizzano molto la politica nei loro film possiamo citare Ken Loach, in Italia uno dei “maestri” del cinema impegnato politicamente è senza dubbio Nanni Moretti.

Parlando di Ken Loach non possiamo non citare l’ultimo lavoro, il commovente I, Daniel Blake, Palma d’oro a Cannes (già tra l’altro vinta da Loach con un altro intenso film “politico”, Il vento che accarezzava l’erba). Il film arriva a seguito della vittoria delle elezioni da parte dei Conservatori e la reazione del regista è stata appunto quella di “fare qualcosa”, fare un film che mettesse a nudo le problematiche della società partendo da un tema molto sentito anche in Italia: l’età che avanza e gli uomini che vengono tagliati fuori dal mondo del lavoro a seguito magari di una malattia, di un’assenza, di un ricambio generazionale. In un’intervista a presentazione del film, Ken Loach ha dichiarato:

«Credo che la nostra società sia più che ferita sta collassando. Credo che il sistema economico stia distruggendo la gente e le loro vite. E penso che nel giro di due o tre generazioni il mondo non potrà sopravvivere. Bisogna sfuggire alla tirannia delle multinazionali che sfruttano il mercato». 

Il regista britannico, proprio in virtù del suo grande impegno politico è stato nel corso della sua vita cinematografica osteggiato e spesso boicottato in patria. Channel 4 ad esempio, negli anni ’60, commissionò a Loach una serie di documentari sul rapporto tra il primo ministro Thatcher e i sindacati, ebbene, questi documentari non andarono mai in onda.

Passando al nostro Bel Paese, di certo è andata meglio a Nanni Moretti che con Ken Loach ha del resto molta affinità (inaugurò il suo cinema Nuovo Sacher proiettando proprio un suo film, Riff Raff). Gli anni ’90 per Nanni pullulano di film “impegnati” sino ad arrivare agli anni 2000 e precisamente nel 2006, anno in cui esce il film Il Caimano.

Il Caimano è un film importante per la “nuova” stagione del cinema impegnato italiano, e segue la strada dei molti registi italiani che hanno deciso di scrivere film con protagonisti i politici della nostra storia repubblicana. Il Caimano ad esempio ha come canovaccio portante la storia di Silvio Berlusconi; c’è poi l’Aldo Moro di Marco Bellocchio, l’Andreotti di Paolo Sorrentino e due nuovi film in arrivo di cui uno, Loro,  proprio a firma del regista napoletano.

Loro di Paolo Sorrentino uscirà nel 2018 e ha come protagonista Silvio Berlusconi che sarà interpretato da Toni Servillo. Se nel Caimano il politico ed imprenditore italiano era narrato quasi “di profilo”, nel film di Sorrentino ne è proprio il protagonista principale. C’è ancora molto riserbo sull’uscita del film ed il set è blindatissimo, ciò che però ad oggi è dato sapere è parte del cast:  Toni Servillo, Riccardo Scamarcio, Elena Sofia Ricci, Ricky Memphis, Lodovica Mairè Rogati.

 

 

 

Toni Servillo-Silvio Berlusconi

Toni Servillo è senza ombra di dubbio una delle figure di riferimento del cinema italiano, scelto dai più grandi registi, nella sua carriera ha messo in bacheca numerosi premi: due European Film Award, quattro David di Donatello, quattro Nastri d’argento, un Globo d’oro, tre Ciak d’Oro ed il Marc’Aurelio d’Argento per il miglior attore al Festival internazionale del film di Roma.

Nato ad Afragola il 25 gennaio del 1959, fa il suo esordio al cinema nel ’92 nel film di Mario Martone, Morte di un matematico napoletano. Il sodalizio con il regista continua per tutto il decennio con i film: Rasoi (1993), I vesuviani (1997) e Teatro di guerra (1998).

La notorietà al grande pubblico arriva niente meno che con un film di Paolo Sorrentino, L’Uomo in più, dove Toni Servillo interpreta il ruolo di Tony Pisapia. Sulla scia di questo successo, Paolo Sorrentino lo sceglie anche nel 2004 per interpretare Titta Di Girolamo nel bellissimo film Le Conseguenze dell’Amore. Nel 2006 Giovanni Sanzio lo sceglie invece per il suo La Ragazza del Lago. Con questi  film Toni Servillo si aggiudica tre dei quattro David di Donatello conquistati nel tempo per il miglior attore protagonista.

Nel 2008 l’attore torna a lavorare con Paolo Sorrentino, presterà infatti il suo volto a Giulio Andreotti nel film Il Divo, nello stesso anno verrà acclamato per la partecipazione al film Gomorra di Matteo Garrone. Per entrambi i film si aggiudicherà l’European Film Award al miglior attore mentre per Il Divo riceverà il David di Donatello e il Nastro d’argento.

Nel 2010 arriva un altro premio, il  Marc’Aurelio d’Argento per il miglior attore al Festival internazionale del film di Roma per il film di Claudio Cupellini, Una vita tranquilla.

Nel 2012 è stato diretto da Daniele Ciprì in È stato il figlio, e Marco Bellocchio in Bella addormentata.

Il 2013 segna una data importante per Toni Servillo e per il cinema italiano in generale: La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino verrà insignito del premio che ogni attore e regista sogna di ricevere nella propria carriera, l’Oscar. La Grande Bellezza verrà infatti premiato come miglior film straniero il 2 marzo 2014 e Toni Servillo, nel ruolo di Jep Gambardella, riceverà anche il quarto David Di Donatello ed il secondo European Film Award, ricevendo la candidatura all’Hollywood Film Festival per il miglior attore.

Nel 2013 partecipa anche al film  Viva la libertà di Roberto Andò mentre nel 2015 gira Lasciati andare di Francesco Amato.

A due anni di distanza dal suo ultimo film, Toni Servillo viene nuovamente scelto da Paolo Sorrentino per interpretare Silvio Berlusconi nel film in uscita nel 2018, Loro. Nel cast del film Loro in uscita nel 2018 per la Regia di Paolo Sorrentino ci sono anche Riccardo Scamarcio, Elena Sofia Ricci, Ricky Memphis, Lodovica Mairè Rogati.

Il film Loro di Paolo Sorrentino sta riscuotendo moltissimo interesse soprattutto per il grande riserbo che gira attorno a tutta la produzione. Un film su Silvio Berlusconi rappresenta un qualcosa di unico nel panorama cinematografico italiano, sebbene già Nanni Moretti con il suo Il Caimano aveva rappresentato nemmeno troppo velatamente la sua figura.

Silvio Berlusconi, nato a Milano nel 1936 è una figura centrale nella storia imprenditoriale e politica italiana. Inizia la sua “storia” imprenditoriale negli anni ’70, nel mondo dell’edilizia per poi spostare i propri interessi nella finanza e nella tv. Nel 1975 infatti fonda Fininvest, una società appunto finanziaria che lo lancia nel mondo “dei grandi”. Nel 1993 fonda la società di produzione multimediale Mediaset.

Il 1993 è per Silvio Berlusconi un anno cruciale, oltre a Mediaset infatti, decide di fare la sua entrata in politica lanciando il partito politico di centro-destra Forza Italia. Il partito nel 2008 confluì nel Popolo della libertà e fu poi rifondato nel 2013.

Silvio Berlusconi nel corso del tempo è entrato nella cultura di massa tant’è che si parla di “berlusconismo” a cui fa da contraltare l’antiberlusconismo. E’ stato imputato in oltre venti procedimenti giudiziari e secondo Forbes ha un patrimonio stimato in 7,6 miliardi di dollari.

La sua “fine” politica viene sancita il 27 novembre 2013 quando il Senato della Repubblica votò affinchè la sua carica di senatore della Repubblica decadesse.